Cenni storici

Ridente centro rurale in provincia di Torino, San Sebastiano da Po, comune di circa 1800 abitanti, si estende dalla piana della riva destra del Po alle prime colline del Monferrato, nel tratto compreso fra i territori di Castagneto, Lauriano e Casalborgone, sulla sponda opposta alla città dì Chivasso.

Le sue origini risalgono ad un periodo anteriore all’anno 1000 e pare fosse già abitato in casolari sparsi, al tempo di Industria (Monteu), Municipio Romano. Infatti, poiché gli antichi Romani usavano insediarsi all’inizio delle vallate e visto che la loro società era divisa in Patrizi e Plebei si suppone che l’attuale frazione Pieve (da Plebe) fosse una loro colonia agricola dipendente da Industria. Gli abitanti di questa zona alla caduta dell’Impero Romano, con le prime invasioni barbariche si ritirarono sulle alture per difendersi.
Dal 476 inizia il Medio Evo, periodo ricco di avvenimenti sociali, religiosi e politici. Il nome di San Sebastiano compare fìn dall’inizio nelle cronache del Marchesato del Monferrato sorto nel 963, nella contea di Cocconato, caratterizzato come un castello con villaggio. I Signori che governavano questa contea ebbero nome di Radicati, proprio nel luogo “DE RADICATA” presso San Sebastiano.
Questo luogo, secondo supposizioni storiche fondate, coincide con un priorato antichissimo chiamato San Michele di Radicata e ubicato sul colle di San Michele (Bricd’laRià).
Verso l’anno mille alla Villa, al posto dell’attuale castello, sorgono delle fortificazioni in seguito al permesso dì Berengario, duca del Friuli e poi Re d’Italia, che verso il 900 permette ai Feudatari di munire i loro domini di rocche e castelli per difendersi dai Barbari. Infatti la parte inferiore del castello, che oggi vediamo, ha enormi sotterranei ed un grande salone nel quale si penetra da sud attraverso un portone ad architrave che è antichissimo, di un’epoca forse anteriore a quella a cui appartengono le più antiche costruzioni del Piemonte. Il castello di allora si trovava invece nel punto più alto della collina con attorno le case del villaggio. Furono poi eseguiti, tra il 1500 ed il 1600, lavori di spianamento per ridurre il capoluogo al livello attuale. 
Verso il 1500 la guerra tra i Duchi di Savoia ed i Marchesi del Monferrato e le atroci guerre di predominio sull’Italia tra Francia e Spagna colpiscono la povera gente di questa zona che subisce invasioni e malattie. I nostri paesi sono percorsi in lungo ed in largo da truppe straniere predatrici e sanguinarie, mentre carestie e pestilenze dilagano; giunge pure il flagello dei Lanzichenecchi. 
Il Duca di Savoia non desiste dalla sua idea di invadere il Monferrato, cosi si allea con i Francesi ed il Marchesato diviene scenario di momenti tristi e dolorosi per la popolazione ridotta all’estrema miseria.
Nel 1625 gli Spagnoli assediano la rocca di Verrua e l’esercito del Re di Spagna devasta altre terre Monferrine tra le quali quelle di San Sebastiano. Seguono ancora lunghe ed estenuanti lotte finché Carlo Emanuele si accorda con la Spagna per dividersi il Monferrato, ma il successore Vittorio Amedeo stipula con la Francia il trattato di Cherasco nel 1631 ottenendo parte delle terre del Monferrato.
Nel 1672, nei documenti che riguardano il nostro paese, si comincia a parlare della Nobile Famiglia Novarina. Viene infatti nominato Conte di San Sebastiano Giovanni Battista Novarina che si impegna a radunare in un solo feudo ereditario la Contea di San Sebastiano.
Il conte Francesco, nipote di Giovanni Battista, ereditato il feudo, fu a corte di Carlo Emanuele III, che lo nominò Cavaliere di San Maurizio all’età di 9 anni; rimase poi presso il giovane Duca Vittorio Amedeo II e prese parte all’assedio di Torino nel 1706. 
Nel 1709 sposò la damigella Anna Carlotta Canalis di Cumiana,che fu poi la famosa Marchesa di Spigno e seconda moglie del grande re Vittorio Amedeo II, la quale pensò all’ampliamento della chiesa parrocchiale di San Sebastiano donando parte del giardino del castello.


STEMMA DI SAN SEBASTIANO

Lo stemma è a due colori (rosso e argento) che ricordano lo stemma del Marchesato del Monferrato di cui il paese faceva parte; rappresenta un monte a tre vette che indicano le tre frazioni: Moriondo, Villa e Saronsella.
Sovrasta la vetta centrale un castello con torre che ricorda l’antico castello feudale; sulla torre vi sono appoggiati due rami, uno di castagno a destra e uno di ulivo a sinistra.
Quello di castagno rappresenta l’antico feudo dei Radicati (nel cui stemma vi è un castagno sradicato) e quello di ulivo il feudo dei Novarina; tra la vetta di destra e quella centrale vi è una colomba che rappresenta la frazione del Colombaro che è appunto situata nella valle fra i due colli di Moriondo e della Villa. 


SAN SEBASTIANO DA PO OGGI

San Sebastiano da Po è veramente bello ed accogliente, ma che ve lo diciamo noi è normale: tutte le piante amano la terra in cui affondano le proprie radici. Quello che vi chiediamo è di venirlo a scoprire da soli, magari in alternativa alla solita gita domenicale.
Il comune, il cui territorio si estende su una superficie di 1664 ettari, compresa una parte sulla sponda sinistra del fiume Po, ha un abitato molto frazionato, sparso in diverse borgate (Abate, Saronsella, Caserma, Colombaro, Moriondo, Rottenga e Villa, quest’ultima capoluogo storico anche se ora il municipio è stato trasferito alla Caserma) che vanno da 168 a 335 m. di altitudine. Qualcuno dice che siamo l’ultima propaggine della collina torinese ed altri il primo Monferrato; certamente il paesaggio è unico perché passa dalle sponde del fiume Po alla collina in un alternarsi di prati, campi, orti e schiere di pioppi in pianura, per arrivare alle vigne, ai frutteti ed ai boschi della parte più collinare. Proprio verso quest’ultima vogliamo richiamare la vostra attenzione: dovunque si salga (alla Villa, a Moriondo, a Tetti Nosma, al Bricco Dolce…) si può ammirare un paesaggio bellissimo ed assaporare una quiete unica; i colori, che cambiano tutti i giorni e in particolare in autunno, sono degni di un poster. 
Nell’ultimo decennio i giovani tendono a formare nuovi nuclei familiari nel paese che ha visto la nascita dei loro avi.
Si sta creando quindi un nuovo flusso dalla città alla campagna; nascono nuove attività commerciali e la nostra scuola primaria annovera un incremento di iscritti.
Questa situazione si sta concretizzando, perché c’è una nuova consapevolezza di migliori stili di vita unita al fatto che la città non offre più la certezza del posto di lavoro.
San Sebastiano è una comunità molto attiva: sul suo territorio operano molte associazioni ricreative, sportive, culturali e di categoria che riempiono il calendario di manifestazioni; l’Associazione turistica Pro Loco è impegnata ormai dal 1989 su iniziative che portano la nostra comunità anche oltre i confini del paese.

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